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TRA REALTA’ AUMENTATA ED ACCESSIBILITA’

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  Casa Batllò, situata a Barcellona, è opera dello straordinario architetto Antoni Gaudì. L’edificio in sé è stato dichiarato nel 2005 patrimonio dell’umanità dell’UNESCO. La struttura è un chiaro esempio di edificio contenitore che diventa opera stessa, la facciata esterna è già in sé un’opera d’arte e l’esperienza guidata all’interno rende la visita ancora più piacevole. Il biglietto d’ingresso costa 35 euro e comprende una visita percorribile in un’ora e l’audioguida. Il tempo di visita è relativo perché è lo spettatore stesso a scegliere quanto vuole dedicare ad ogni stanza. All’ingresso vengono consegnate le video-guide, queste hanno la grandezza e la forma di un cellulare con delle cuffie integrate. La sorpresa è grande quando, fatti i primi tre gradini e giunti al primo dei sei piani dell’edificio, ci si rende conto di essere immersi in una realtà aumentata. Il cellulare fornito infatti dispone di una audio-guida in dieci differenti lingue e di un sistema di realtà aumen...

Arte come mezzo di comunicazione: lo shodō

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  Esiste un'arte che in molti avranno sentito nominare o visto di sfuggita in qualche film che ancora oggi viene tramandata sapientemente dagli esperti: la scrittura artistica dei Kanji giapponesi, detta anche shodō o "via della scrittura". Lo shodō ha dato vita a una forma d'arte giapponese molto particolare, il sumi-e, che consiste nel dipingere con la china i kanji e dare così vita a una vera e propria opera di precisione e bellezza. I segni possono essere decisi o incerti, veloci o lenti, spessi o sottili e ognuno di essi forma un vero e proprio messaggio che deve essere imparato con indicibile accortezza se si vuole padroneggiare l'arte dello I segni possono essere decisi o incerti, veloci o lenti, spessi o sottili e ognuno di essi forma un vero e proprio messaggio che deve essere imparato con indicibile accortezza se si vuole padroneggiare l'arte dello shodō. Come in molte altre discipline anche nello shodō troviamo la vera filosofia Giapponese, dove la ...

Quando anche il clima diventa museo

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In questi ultimi anni si è parlato spesso del problema ambientale e le conversazioni inerenti al riscaldamento globale e ai danni che l’umanità ha provocato al pianeta sono uno delle tendenze maggiori sul web. Siamo abituati a visitare i musei che ci descrivono culture correnti o antiche con occhio storico e sicuramente più focalizzato sugli usi e i costumi generici. Spesso si parla di guerre che hanno magari forzato un cambiamento negli stili di vita o nel vestiario, ma quasi mai la lente di ingrandimento dei musei ha puntato la sua attenzione sul clima e il mondo circostante. Esiste una mostra che è consultabile da casa dall'autunno scorso che racconta tramite un viaggio insolito il popolo che abita il Polo Nord, ne descrive gli abiti, le abitudini, i mezzi di trasporto, gli utensili e molto altro. In questo caso non si tratta di un popolo estinto o di una storia molto antica: si tratta del qui e ora, di oggi, di un popolo che nel momento stesso in cui stiamo consultando questo ...

Il museo immersivo

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  Molti sono i musei che permettono un nuovo tipo di esperienza come può essere quella del museo immersivo anche se purtroppo la maggior parte delle volte questo tipo di evento è temporaneo e dura da qualche settimana ad addirittura un giorno solo. Anche la preparazione di questi eventi è piuttosto lunga ed elaborata: scelta delle musiche, attrezzatura per le proiezioni ed effetti rendono questo tipo di esperienze degli spettacoli dall'equilibrio delicato che deve essere preparato sapientemente da un gruppo di esperti. In alcuni casi l'esperienza di immersività viene data dal sapiente utilizzo dei sensi quali tatto, vista o udito, come per esempio nel caso della mostra itinerante dedicata a Van Gogh di cui vi sono alcuni video in rete. Durante la visita si viene catapultati grazie a effetti visivi e uditivi all'interno dei quadri del pittore, ma non solo: si può anche osservare tramite visori per realtà virtuale le ambientazioni dei quadri più famosi. L'utilizzo della r...

L'accessibilità nei musei: gli invisibili

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Un museo accessibile è un museo che accoglie tra le sue mura persone con tutti i tipi di disabilità e che permette loro di visitare gallerie, esibizioni e installazioni senza alcun tipo di difficoltà o barriera. Non solo è utile per la condivisione con la comunità nella sua interezza, ma aumenta anche l'interesse di tutti coloro che hanno a cuore l'inclusività di tutti. Il fulcro dell'accessibilità in generale è quello di coinvolgere e far vivere alle persone con disabilità il pieno della loro vita a livello sociale, lavorativo, artistico, sportivo e naturalmente culturale. Da sottolineare è il fatto che l'accessibilità museale rientra inoltre nel concetto di audience engagement, tema di recente affrontato dalla Commissione Europea. In questo articolo non vorrei soffermarmi sui tipi di disabilità più conosciuti come per esempio quella motoria o sensoriale, ma nella fattispecie vorrei affrontare un altro tipo di disabilità che in pochi ricordano di menzione perché "...

Arte come propaganda politica: l'arte proibita

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Resta difficile pensare all'arte come mezzo di propaganda oltre che a messaggio forte contro alcune tematiche di interesse mondiale. Siamo abituati a vedere l'arte come mezzo di espressione contro grandi tematiche che caratterizzano i vari popoli del mondo, di certo però non siamo abituati a riflettere su quelle opere che hanno veicolato un certo tipo di credo politico. Uno degli argomenti più tabù è proprio l'arte usata come mezzo di propaganda e rappresentazione del Ventennio Fascista. Prenderemo in considerazione in questo articolo proprio un capitolo buio della nostra storia, sebbene non sia l'unico esempio di arte utilizzata come mezzo pubblicitario di un governo o di una frangia politica. Durante il Ventennio, infatti, il fascismo ha fatto ampio utilizzo dell'arte grafica come mezzo di comunicazione e propaganda. È notevole, nonostante la cornice tragica di quegli anni, l'impatto che questa avanguardia dal punto di vista di marketing e comunicazione come ...

Un quadro nel cuore

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 Ho letto con piacere questo articolo sul blog sulla Sindrome di Stendhal della nostra collega Giorgia e stavo appunto scrivendo il mio contributo in questi giorni che era in qualche modo legato all'argomento. Quando un'opera d'arte ti entra nel cuore? Quasi tutti hanno un quadro nel cuore o una scultura, un dipinto che quando appare di sfuggita in tv o in qualche rivista fa battere il cuore pensando magari anche "io l'ho visto dal vivo!". Per me per esempio uno di questi quadri prende il nome di "La jeune martyre" ed è stato realizzato da Paul Delaroche, si trova a Parigi. Ho incontrato sul mio cammino culturale per la prima volta questo quadro quando ero piccola e ho visitato il Louvre con la mia famiglia. Avevo circa otto anni (ero una giovinetta!) ma ricordo di essere stata rapita da questo quadro entrando nella sala Denon dove era ospitato. Ricordo di averlo osservato a lungo, con la bocca spalancata e la commozione che ti lascia il finale di u...